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PATTI – Utin Ospedale ”Barone Romeo”. Il direttore generale dell’Asp precisa ma non convince.

PATTI – Utin Ospedale ”Barone Romeo”. Il direttore generale dell’Asp precisa ma non convince.
Settembre 13
19:10 2020

La precisazione del dottore Paolo La Paglia, direttore generale dell’Asp di Messina, in merito al paventato ridimensionamento dell’Utin dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti non è che abbia convinto più di tanto.

Intanto, si aspetta ancora la notifica, da parte dell’assessore regionale alla sanità, Ruggero Razza, del provvedimento di annullamento o di revoca della disposizione dell’Asp e poi le affermazioni di La Paglia danno ulteriore corpo a chi ha immediatamente ritenuto che la vicenda nascondesse altri scopi.

Tra l’altro, stando alle parole del manager dell’Asp messinese, la decisione di “stoppare” l’Utin è stata conseguenza del decesso di una puerpera, fatto da cui è scaturita un’indagine. Legittima, ci mancherebbe, ma nessuno finora ne ha mai saputo nulla ? Speriamo sia così, perché altrimenti è stato perfettamente inutile “scatenarsi”  quando si è diffusa la notizia del ridimensionamento dell’eccellente reparto del nosocomio pattese. Si sarebbe trattato, in tal caso, di una semplice “operazione di facciata” !

Lascia perplesso l’aggettivo usato da La Paglia a proposito del provvedimento, definito “prudenziale”. Potrebbe, infatti, far presagire che la vicenda è tutt’altro che chiusa e che, di conseguenza, il provvedimento, emanato e quasi subito dopo ritirato (anche se, come detto, manca ancora l’ufficialità) potrebbe ugualmente avere un triste epilogo per la comunità di Patti e per il suo vaso comprensorio. 

Nella lingua italiana, la parola prudenza indica un “atteggiamento contrassegnato da saggezza e previdenza, atto a fornire una garanzia contro l’eventualità di pericoli e di danni”. Quindi, il “provvedimento prudenziale” certifica che sussistono ancora dei pericoli e la possibilità di arrecare danno.

Tra l’altro, la prima parte delle “precisazioni” del direttore generale dell’Asp peloritana, in cui si evidenzia quanto sia stato necessario assumere il provvedimento che ha suscitato una unanime levata di scudi, cozza con la parte conclusiva, in cui si mette in risalto “l’alta professionalità e la qualità delle attività sanitarie erogate dall’ospedale di Patti anche nella gestione delle gravidanze a rischio”. A noi, poco avvezzi alle…carte e al politichese, sembra una contraddizione: o si creano pericoli e si procurano danni o si è professionali ed altamente qualitativi. 

Professionalità e qualità, preannuncia La Paglia, che “saranno fatte presenti al Ministero” che, evidentemente, non ha mai avuto notizie sull’efficienza e l’eccellenza dell’Utin del “Barone Romeo”. Perché evidentemente i risultati positvi non vanno comunicati ! Un altro “passaggio” che fa pensare è quello in cui La Paglia parla di “verifica tecnica ad opera di un comitato di esperti”. Che, speriamo, non siano gli stessi per i quali l’Utin andava ridimensionata ! 

Un’ultima annotazione: il dottore Paolo La Paglia “chiude” assicurando che “è stata avanzata la proposta per elevare l’ospedale di Patti da ospedale di base a Dea di I livello”. 

Ci fidiamo ma, da voci di corridoio, sembra che anche un altro reparto del “Barone Romeo” potrebbe subire la scure della rimodulazione della  sanità regionale, quello di oculistica. Allora, è bene “informarsi” subito dello stato dell’arte e intervenire in tempo e non quando il peggio si sarà già materializzato. 

Nicola Arrigo

 
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