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TERME VIGLIATORE – La corale ”I colori del mondo” dell’I.C. di Terme Vigliatore ha stravinto il terzo concorso nazionale per giovani musicisti di Buseto Palizzolo

TERME VIGLIATORE – La corale ”I colori del mondo” dell’I.C. di Terme Vigliatore ha stravinto il terzo concorso nazionale per giovani musicisti di Buseto Palizzolo
Maggio 07
15:13 2018

La corale “I colori del mondo” dell’Istituto Comprensivo di Terme Vigliatore, ha stravinto il terzo concorso nazionale per giovani musicisti di Buseto Palizzolo (Trapani).

Il merito va equamente condiviso con l’Accademia “Music Art”, presieduta da Sergio Camuti, convenzionata con l’istituto Superiore di studi musicali Conservatorio di Musica di Stato “Arcangelo Corelli” di Messina – Alta Formazione Artistica e Musicale -, con cui è stato avviato un proficuo rapporto di collaborazione.

A vincere il prestigioso premio sono stati i ragazzi della Scuola Primaria dell’istituto di Terme Vigliatore, diretto dalla professoressa Enrica Marano. Il progetto è stato seguito dalla professoressa Letizia Isgrò e dalla maestra Maria Ravidà e realizzato con i docenti dela “Music Art” Sergio Camuti e Milena Molino.

Dietro il successo, c’è indubbiamente un’attenta programmazione atta a valorizzare la vocalità, promuovendo tra gli alunni della scuola primaria una migliore conoscenza ed un adeguato uso del proprio “strumento voce”, nel rispetto della sua fisiologia, “per sfruttarne a pieno – sottolinea Sergio Camuti – le potenzialità comunicative, relazionali, creative ed artistiche”. Attraverso il canto – aggiunge il docente della “Music Art” – l’alunno ha imparato a fare musica attivamente, facendone esperienza col proprio corpo e con tutto se stesso, prima ancora che con uno strumento”.

L’intento didattico è stato quello di creare uno spazio sonoro nel quale i bambini hanno potuto vivere un rapporto con la musica di tipo individuale e/o collettivo, concreto, attivo e produttivo. “In particolare – afferma Milena Molino – si è voluto mettere ciascun alunno nella condizione di riconoscere, attraverso la pratica musicale, le proprie potenzialità creative ed emozionali, e, quindi, rafforzare l’autostima, stabilendo relazioni positive con se stesso e con gli altri”.

Le attività promosse hanno permesso ai bambini di cantare insieme, rispettare regole, tempi, spazi, silenzi, momenti di suono e di gestualità condivise. “Quello a cui abbiamo puntato – conclude Camuti – è stato incuriosire, interessare affascinare i bambini, motivandoli e rendendoli partecipi del gesto musicale, come se fossero i protagonisti principali di una storia. L’esperienza è stata per i ragazzi un primo approccio alla pratica corale, come mezzo di socializzazione, integrazione e sviluppo affettivo, emotivo e relazionale, accrescendo le capacità espressive e favorendo la migliore conoscenza di sé e degli altri e la maturazione globale”.

 

 

Nicola Arrigo

Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo.

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