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SPADAFORA – Fermato il romeno girovago, ritenuto responsabile dell’accoltellamento del capotreno

SPADAFORA – Fermato il romeno girovago, ritenuto responsabile dell’accoltellamento del capotreno
Novembre 15
18:08 2014

E’ stato fermato quest’oggi dalla polizia ferroviaria, a Taormina, Stefan Lacatus, 24 anni, romeno, ritenuto responsabile di tentato omicidio aggravato ai danni del capotreno, Riccardo Caristi, 41 anni, di Messina e anche di porto abusivo di arma da taglio. E’ stato individuato da un capotreno, a bordo di un treno in transito; avendo collegato il suo volto a quello dell’aggressore del collega, ha deciso di chiamare subito la polizia ferroviaria. Gli agenti della Polfer lo hanno fermato e nonostante fosse sprovvisto di documenti, sono riusciti ad identificarlo. Contattati i carabinieri di Spadafora, è stato accertato che fosse proprio Lacatus l’aggressore del capotreno. Di seguito lo hanno condotto al carcere di Messina Gazzi

I fatti sono accaduti il 13 novembre scorso, alle ore 10.40, a Spadafora, a bordo del treno 8771 proveniente da Messina e diretto a Milazzo; due sconosciuti sprovvisti di biglietto, si erano rifiutati di fornire le proprie generalità e al fine di sottrarsi al controllo, avevano aggredito il capotreno, Riccardo Caristi, colpendolo alla spalla con un’arma da taglio. I due, subito dopo l’aggressione, avvenuta nei pressi della stazione ferroviaria di Spadafora, erano scesi dal treno e si erano dati alla fuga. Il capotreno, che è anche segretario provinciale dell’organizzazione sindacati autonomi di base delle ferrovie di Messina, è stato trasportato da un’ambulanza del 118 all’ospedale di Milazzo, dove è tutt’ora ricoverato a causa della ferita da taglio, che ha interessato un polmone, con un conseguente versamento pleurico. Non è comunque in pericolo di vita.

Pochi minuti dopo l’aggressione sono giunti sul posto i carabinieri della Stazione di Spadafora, agli ordini del maresciallo aiutante, Antonino Vivona. E’ cominciava così una serrata attività di indagine partita dalle dichiarazioni di alcuni testimoni e della vittima. Al termine di questa attività, si è riusciti ad identificare l’aggressore, il quale, insieme al suo amico, che, nella vicenda, ha avuto un ruolo solo secondario, è solito aggirarsi nell’ambiente ferroviario di tutta la provincia di Messina. Il suo stile di vita girovago ha reso complicate le ricerche che sono proseguite in tutta la provincia.
Nella mattinata di oggi l’uomo è stato individuato, fermato e condotto a Gazzi.

Redazione

 
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