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SAN PIERO PATTI – I murales dell’Istituto Comprensivo scompaiono dopo 30 anni

SAN PIERO PATTI – I murales dell’Istituto Comprensivo scompaiono dopo 30 anni
Novembre 07
16:43 2016

Seppur celati sotto impalcature, tubi ed assi, sino a pochi giorni fa i due storici Murales che impreziosivano, da circa un trentennio,  la facciata dell’Istituto Comprensivo di San Piero Patti erano ancora al loro usuale posto . E nonostante la loro visione fosse resa difficile da quel cantiere tutt’ora in atto, i passanti, gli scolari, le insegnanti e chiunque varcasse quotidianamente quel cancello poteva ancora scorgerne qualche dettaglio: un volto; uno scampolo di verde; il volo di qualcuna di quelle rondini che svettavano in un cielo oramai sbiadito dall’usura che, inesorabilmente , ne aveva impallidito contorni e colori appannando, purtroppo, l’ originaria e fulgida bellezza di queste suggestive opere pittoriche.murale_ic_san_piero_patti_003

Una bellezza che oggi soccombe e sparisce per sempre. I due murales sono, infatti, stati ricoperti ed inghiottiti da quell’anonimo rivestimento grigio che, negli ultimi giorni, è stato posto sull’ intero prospetto dell’Istituto sampietrino interessato da diversi lavori che, tra l’altro, riguardano appunto la copertura esterna “a cappotto” dell’edificio comunale.

Si tratta, di certo, di un importante -e sempre più diffuso – intervento che mira all’isolamento delle pareti al fine di proteggere dalle escursioni termiche le mura le quali, in tal modo, risulteranno più calde in inverno e più fresche in estate, generando così un migliore comfort abitativo per l’utenza.
Il risvolto amaro della medaglia di questo intervento edile non è di poco conto in quanto è costituito dalla perdita di un significativo pezzo di storia e di cultura locale: una “gomma” ha cancellato per sempre quei Murales e, quindi, anche una parte dell’identità culturale  che adesso potra’ rivivere solo mediante i ricordi custoditi da ognuno di noi e legati a quei dipinti.

murale_ic_san_piero_patti_004Questi murales furono realizzati tra gli anni ‘86/87 per volere dell’allora Sindaco Tino Santi Natoli in occasione dei primi convegni sull’emigrazione e fanno parte di una serie più ampia che ne comprende altri installati in diversi punti di San Piero Patti: via Tasso; via Garibaldi; Via Profeta; via 2 Giugno; Via Galileo Galilei e via Municipio ( sul prospetto del Municipio).
Quelli che capeggiavano sulle pareti esterne della scuola di via Prof. Profeta furono creati dai noti pittori siciliani Pasquale Marino, Giuseppe Brancato e Giovanni Guglielmo: maestri d’arte; protagonisti di tante installazioni sia all’aperto che in gallerie nazionali ed estere ed, anche, insegnanti – sino ai primi anni del 2000 – presso l’Istituto d’Arte di Messina “ Ernesto Basile”.

A loro  si deve la nascita, su quei muri, di contadini raccolti intorno ad un tavolo; di quel paesaggio agreste; di quei minatori al lavoro. Figure semplici che hanno costituto per la comunità una sorta di “presenza rassicurante” , di quelle che, in maniera fulminea, ti facevano sentire a casa. Alzati gli occhi ci si imbatteva quasi distrattamente in mondi che – seppur oramai scomparsi, inglobati e stritolati dal progresso e dal divenire della modernità – rappresentavano quelle tipiche scene e quei tradizionali momenti del nostro passato e delle nostre radici. Campi, miniere, uomini e donne – vissuti in spazi di circa “3 metri per 2” – ci ricordavano da dove veniamo: la terra. Quelle pitture erano una  bussola che ci permetteva di orientarci in questo mondo partendo da quello che siamo stati .

Molti i cittadini rimasti profondamente spiazzati e delusi nel vedere sparire i 2 murales che, sino all’ultimo momento, si pensava potessero essere salvati .

“ Affinché si rispettassero appieno i fini dell’intervento di riqualificazione ed efficientamento energetico, posto in essere sulle pareti esterne dell’edificio scolastico locale, è stato necessario coprire anche i 2 murales, ha commentato il Geometra comunale Antonino Gumina, Responsabile Unico del Procedimento (RUP). Decisione presa di concerto con il Direttore dei Lavori ( incarico affidato alla Litos di Caltanissetta ) allorché – continua Gumina – ci siamo resi conto che, purtroppo, quella di ricoprire anche i murales era l’unica soluzione attuabile per raggiungere i fini dell’obiettivo stesso e per ottenere tutte le necessarie certificazioni energetiche”.

A detta dell’Ufficio Tecnico comunale si è , pertanto, tentato di preservare questi tasselli del patrimonio storico ed artistico locale che – data la mancanza di una perizia di stima – non sappiamo se è quanto valessero in termini economici. Gli zeri , in casi come questi, comunque non sono l’unico metro di valutazione. L ‘importanza del valore materiale viene meno dinnanzi a quello che ognuno di noi attribuisce ad un luogo, un oggetto o ad un manufatto rappresentativo di intime sensazioni e profondi legami con il proprio territorio.

Le due opere, non di certo paragonabili ai tanti tesori più antichi e preziosi presenti in San Piero Patti, hanno comunque fatto parte della nostra vita  per un considerevole periodo e questo basta alla comunità per sentirne la mancanza.murale_ic_san_piero_patti_005

Non sappiamo se gli autori dei 2 murales siano stati avvertiti della “dipartita” delle loro creature. Più volte, in quello che sino a qualche settimana addietro fu il Civico consesso sampietrino, alcuni consiglieri di minoranza chiesero agli Assessori Salvatore Taranto e Massimiliano Giambrone di adoperarsi affinché si facesse il possibile per salvaguardare queste opere dall’oblio.
Dato che ciò non è stato possibile e data la sensibilità dimostrata dagli stessi  componenti della Giunta in ambito di valorizzazione del territorio sampietrino anche mediante la promozione delle arti in genere e l’installazione di diversi recenti Murales – soprattutto nel Borgo di San Piero Patti – la collettività potrebbe avanzare all’Amministrazione Trovato la proposta di commissionare , magari agli stessi autori del passato , nuovi dipinti per abbellire il prospetto dell’Istituto Comprensivo.

Quale luogo migliore se non un edificio scolastico, presidio di cultura, crescita e formazione delle giovani menti , potrebbe ospitare sui propri muri  – che si affacciano  sul mondo – colori, forme e figure che magari rievochino ancora la storia e la vita, molto spesso in salita, dei loro antenati?

Un’ incursione nel passato per comprendere il presente e muoversi nel futuro. Non sono anche queste quelle famose “lezioni di vita” ?

 

 

Sara Gaglio

 
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