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RACCUJA – “Il sisma non fermerà la musica”: Concerto solidale della Banda C. Spanò di Raccuja (di Elena Favazzo)

RACCUJA – “Il sisma non fermerà la musica”: Concerto solidale della Banda C. Spanò di Raccuja (di Elena Favazzo)
Gennaio 05
14:35 2017

raccuja_concerto_capodanno_003Anno nuovo, vita nuova. Mentre a certe abitudini sembra sempre più difficile poter rinunciare. Una di queste è l’evento che battezza ogni inizio di una nuova stagione musicale ricca di appuntamenti imperdibili. L’atteso Concerto di Capodanno della Banda Musicale “Calogero Spanò” di Raccuja si è tenuto lo scorso 2 gennaio presso l’Auditorium Comunale. Non sono mancate le sorprese, come l’annuncio di un’iniziativa di beneficienza che coinvolge direttamente le aree coinvolte dal sisma che continua a tormentare le popolazioni del centro Italia.

L’organico, diretto dal sempre più orgoglioso Maestro Antonio Leone, è ormai solito confermare ad ogni performance un’indiscutibile crescita artistica dei suoi componenti, forgiati dalla preparazione e dalla sensibilità del Maestro Leone che dal 2000 ha ereditato dal M° Calogero Spanò la guida della storica Banda raccujese.

A rimpolpare l’anima bandistica è soprattutto la nuova generazione, e tra i musicisti originari del piccolo borgo, spiccano in particolare i giovani maestri, che dopo aver conseguito il diploma nei conservatori più rinomati dell’isola, primo fra tutti il “Corelli” di Messina, hanno fatto della musica il perno della propria esperienza formativa e lavorativa. L’ultimo diplomato dalla scuola del maestro Leone, Mattia Aquilia, 23 anni, è stato insignito di una targa commemorativa consegnata dallo stesso Maestro tra gli applausi della folla. E questo è solo uno dei numerosi esempi di giovani talenti scaturiti da questa straordinaria realtà musicale.

raccuja_concerto_capodanno_003La Banda C. Spanò di Raccuja vanta i natali artistici del primo corno dell’Accademia della Scala di Milano, Matteo Leone, classe ’92: accanto all’esperienza europea (legata in particolar modo al “Joseph Haydn Konservatorium”, nella città austriaca di Eisenstadt) che molto ha influito sulla sua preparazione professionale, resta solida quella bandistica, primo amore dell’affermato musicista, che non perde mai l’occasione di suonare a fianco degli amici colleghi di sempre.

A fornire un ulteriore apporto artistico ci pensa inoltre l’Associazione Musicale Nebroidea Pentamusa, centro nevralgico dell’attività musicale del nostro territorio: la sua compagine orchestrale, composta da musicisti dell’hinterland, garantisce l’alto livello musicale, alimentato dai numerosi corsi di direzione e dalle collaborazioni con i più famosi direttori nazionali e internazionali, le attività interne all’Accademia mirate alla formazione degli allievi, il dialogo sempre aperto con il Conservatorio “V. Bellini” di Palermo (con cui Pentamusa è convenzionata).

Nel corso della serata, è stata condivisa con tutti i presenti l’iniziativa a cui l’associazione Pentamusa e quella “C. Spanò” hanno aderito con entusiasmo e spirito di solidarietà. L’Istituto Musicale “Nelio Biondi”, convenzionato con il Conservatorio Statale di Musica “G. B. Pergolesi” di Fermo, ha lanciato una richiesta d’aiuto, mobilitando ogni realtà musicale da Nord a Sud. Un video girato dal Maestro Luciano Feliciani e dal direttore artistico M° Vincenzo Correnti e indirizzato al Maestro Crimaldi, proiettato in una sala gremita, ha messo in evidenza gli ingenti danni causati dalle scosse sismiche a Camerino, nel maceratese. Il Palazzo della Musica è andato distrutto, ma nulla può fermare la musica. Dato il via alla gara di solidarietà, Pentamusa ha risposto prontamente mobilitando le cinque associazioni fondatrici (la già nominata “C. Spanò di Raccuja”, “San Marco Wind Band” di San Marco d’Alunzio, “Vincenzo Bellini” di Sant’Angelo di Brolo, “Setticlavio” di Castell’Umberto, “Nuovo Studio 2011” di Naso) attualmente impegnate nella raccolta di fondi che serviranno a ricostruire la sede dei “fratelli” camerti. Perché la musica chiama a sé ogni anima in cerca di speranza, e per trovare la strada basta ascoltare.

 

Elena Favazzo

 
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