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PATTI – Tindari. In tanti a piedi, molti scalzi, hanno resistito alla fatica, pur di giungere ai piedi della ”Nigra sed formosa”.

PATTI – Tindari. In tanti a piedi, molti scalzi, hanno resistito alla fatica, pur di giungere ai piedi della ”Nigra sed formosa”.
settembre 08
12:13 2018

Nonostante l’afa, a tratti opprimente, sono stati tanti i pellegrini giunti a Tindari per i festeggiamenti in onore della Madonna Bruna.

Come sempre, hanno affrontato parecchi chilometri a piedi, molti scalzi, hanno resistito alla fatica, pur di giungere ai piedi della “Nigra sed formosa”, a cui chiedere una grazia, a cui dire “grazie” per un favore ricevuto, o anche solo per un’Ave Maria ed una Salve Regina, o per unirsi al coro dell’”Evviva del Tindari la bella Maria”.

Ovviamente non sono mancati gli inconvenienti, soprattutto per quanti hanno raggiunto il sacro colle con mezzi propri, ma, alla fine, il desiderio di “esserci” e di unirsi alla preghiera di lode a Maria e all’espressione di una comune devozione hanno permesso di superare qualsiasi “ostacolo”.

Come sempre, il momento più “toccante”, ricco di fascino, è stato la processione del simulacro della Vergine, a cui hanno presenziato il vescovo della diocesi di Patti monsignor Guglielmo Giombanco, i sacerdoti, i seminaristi e, appunto, uno stuolo di fedeli.

Molto partecipate pure le celebrazioni all’interno del Santuario, ultima, in ordine di tempo, quella di stamattina, presieduta da monisgnor Giombanco, durante la quale il comune di Ucria ha offerto la lampada votiva.

In queste ore, comunque, malgrado le incertezze meteorologiche, ci sono ancora tanti pellegrini che “salgono” a Tindari e così, verosimilmente, secondo tradizione, sarà per tutto il mese di ottobre.

Poi, come “canta” Salvatore Quasimodo nella sua poesia “Vento a Tindari”, “Tindari mite ritorna”, ma la Madonna Bruna e il suo Santuario restano sempre il “faro” di tanti fedeli che sanno di potervi trovare una “Mamma” sempre pronta ad accoglierli.

 

 

 

Nicola Arrigo

“Il mondo è iniquità: se lo accetti sei complice, se lo cambi sei carnefice.”

Jean-Paul Sartre

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