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PATTI – Storia e fallimenti della politica tra i ruderi lasciati dalle bombe degli anglo-americani nel 1943.

PATTI – Storia e fallimenti della politica tra i ruderi lasciati dalle bombe degli anglo-americani nel 1943.
Gennaio 19
08:01 2021

Agosto 1943 – Agosto 2021: a breve saranno settantotto anni dagli ultimi drammatici bombardamenti  anglo-americani, che hanno raso al suolo la quasi totalità delle case del paese, causando anche  numerose vittime civili.

Le zone maggiormente colpite furono via Vittorio Emanuele, via XX Settembre fino a Piazza Municipio, via Nicolò Gatto Ceraolo, via Garibaldi.

All’epoca, specie quella che gravitava nella zona del quartiere San Domenico, oggi attraversata dalla via Nicolò Gatto Ceraolo, era  molto abitata e numerose erano le attività lavorative, soprattutto artigianali, portate avanti da piccoli imprenditori, in particolare quelle del trasporto merci con carretti. C’era pure una stazione molto interessante per il cambio dei ferri ai cavalli, botteghe per la vendita di frutta e alimentari e altre che vendevano vino, stoccafisso e carbone e non mancavano le trattorie. Nessuna di queste attività è sopravvissuta ed oggi di attività commerciali esiste solo un punto vendita di ferramenta e colori.

Continuano, invece, a resistere al tempo e all’indifferenza di tutti, i ruderi lasciati dalle bombe degli anglo-americani anche perché i proprietari, i cui eredi non si sa dove vivano adesso, li hanno abbandonati e le iniziative annunziate dalle varie amministrazioni di volerli recuperare per realizzarvi dei parcheggi, sono miseramente fallite.

I ruderi e tanta sporcizia in via Garibaldi e in via Nicolò Gatto Ceraolo resistono ancora e chissà per quanto tempo ancora “vivranno” nell’indifferenza più assoluta di tutti, specie di coloro che dovrebbero intervenire e non lo fanno. La vegetazione spontanea, anno dopo anno, è sempre più vasta e i ruderi delle case abbattute dagli aerei anglo-americani  di tanto in tanto si sbriciolano finendo in strada. Ma ciò, evidentemente, non significa nulla per chi dovrebbe intervenire, tanto abbiamo il nastro colorato o una transenna che segnalano il divieto di passaggio.

Per il momento lasciamo tutto  in custodia dei cani e dei gatti e di tanti altri animaletti, in primis  topi, alcuni “ben nutriti”, che in questi luoghi si trovano bene. Non sappiamo che reazione avrebbe chi fa “finta” di non vedere se di fronte alla propria abitazione, per più di settant’anni, ad abbellire le residenze ci fosse un simile spettacolo.

Nicola Arrigo

 
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