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PATTI – Sportello Serit. Disservizi per l’utenza e impossibilità di smaltire efficacemente la mole di lavoro (di Nicola Arrigo)

PATTI – Sportello Serit. Disservizi per l’utenza e impossibilità di smaltire efficacemente la mole di lavoro (di Nicola Arrigo)
Febbraio 20
12:22 2017

“Sono solo, non posso, purtroppo, fare di più”. Le parole, a volte risentite, dell’unico impiegato dello sportello Serit, operante solo il giovedì, nei locali comunali di Piazza Sciacca, sono diventate ormai un ritornello, ripetuto chissà quante volte, davanti alle giustificate lamentele degli utenti.

Il “malcapitato”, infatti, non riesce a smaltire efficacemente la mole di lavoro (tra l’altro il pomeriggio lo sportello funziona solo un’ora, dalle 14,45 alle 15,45) per cui deve “prendersi” tutti gli improperi di chi si sottopone magari a lunghe file inutilmente perché il suo turno non “arriva” mai.

Quindi le sue periodiche “esplosioni” possono anche essere giustificate. “Sono andata allo sportello perché devo sbrigare una pratica importante, non rimandabile – sottolinea una cittadina pattese -; la mattinata è trascorsa in inutile attesa; sono ritornata il pomeriggio ma il risultato non è stato migliore. Come si suol dire: non ho concluso nulla.

Di fronte alle rimostranze mie e di tanti altri utenti nella medesima situazione, l’impiegato ha sbottato chiedendoci di farci portavoce del malessere generale ed invitandoci a coinvolgere la stampa affinchè possa fungere da pungolo a chi deve intervenire e non lo fa”. Di fatto, quindi, si crea un disservizio, con utenti, spesso provenienti anche da paesi vicini, costretti a fare avanti e indietro sperando che prima o poi sia la volta buona.

D’altronde, è lapalissiano che un unico impiegato non possa soddisfare, peraltro una sola volta la settimana, tutte le esigenze della vasta utenza. Da qui la necessità di affiancargli quantomeno un altro impiegato, anche se, in un’epoca in cui si chiudono uffici e si dimezza – quando va bene – il personale, sembra proprio una chimera.

Così il povero utente deve pazientare (esercizio sempre più difficile), arrabbiarsi, inveire (contro i mulini a vento), votarsi a tutti i santi sperando di poter accedere allo sportello. E come direbbe Elena Sofia Ricci, nei panni di Suor Angela, nel fortunato seriale televisivo, “Che Dio i aiuti” ! O meglio, “aiuti” chi ha un ruolo dirigenziale e, seduto, da buon burocrate, dietro una scrivania, non ha per niente chiaro come funzioni “dall’altro lato”.

 

 

Nicola Arrigo

 
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