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PATTI – ”Ricominciamo a sognare”: al Gepy Faranda il campo è per i piu’ piccoli

PATTI – ”Ricominciamo a sognare”: al Gepy Faranda il campo è per i piu’ piccoli
Settembre 03
09:34 2014

“Ricominciamo a sognare”. Questo il nome del progetto ideato dall’associazione sportiva dilettantistica “Terzo Tempo” che attualmente gestisce, in convenzione con il Comune di Patti, lo stadio Gepy Faranda di Case Nuove Russo.

Obiettivo: agevolare l’accesso e la fruizione da parte dei bambini e degli anziani al più importante impianto sportivo della città. Come? Abbattendo di un buon 50% le tariffe di utilizzo della struttura secondo un’attività promozionale rivolta agli under 16 e agli over 65. L’idea nasce dall’esigenza di venire incontro alle scuole calcio cittadine che si occupano delle categorie “piccoli amici”, “esordienti” e “pulcini”.

«Rispetto alle tariffe convenzionali è evidente il notevole risparmio per le squadre dei più piccoli. La nostra intenzione è di agevolare le scuole calcio locali con i suoi piccoli atleti e le loro famiglie che potranno usufruire di un campo in erba naturale dotato di spazi ampi, puliti e sicuri», ha detto il vicepresidente della Terzo tempo, Daniele Ruvolo. Le tariffe incassate, ha precisato il direttivo dell’associazione, saranno destinate esclusivamente a coprire le spese di mantenimento della struttura affidata alle cure di circa cinquanta associati che lavorano a titolo gratuito e per puro spirito di volontariato.

Attualmente sono in corso gli interventi di sostituzione dell’impianto di irrigazione, mentre per la sostituzione dell’impianto elettrico si è in attesa di un contributo comunale. Ma il traguardo più importante non è ancora stato raggiunto: ad oggi la struttura non è dotata del certificato di agibilità degli spalti, per cui tutti i match saranno disputati a porte chiuse.
Un grosso neo per uno stadio che fa gola a parecchie società siciliane interessate a disputare al Gepy Faranda play off e spareggi.

Nei mesi scorsi le interlocuzioni tra la dirigenza della Terzo Tempo e i vertici di alcune squadre semiprofessionistiche non sono mancate. Ma senza la possibilità di far accedere il pubblico è altamente improbabile che si possa chiudere un qualsiasi accordo.

Redazione

Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo.

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