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PATTI – Presunto utilizzo cassonetti raccolta rifiuti. Il braccio di ferro fra la Dusty Srl e il comune di Patti non accenna a finire, ricorso alla Corte di Appello di Messina.

PATTI – Presunto utilizzo cassonetti raccolta rifiuti. Il braccio di ferro fra la Dusty Srl e il comune di Patti non accenna a finire, ricorso alla Corte di Appello di Messina.
Aprile 28
10:36 2021

A distanza di poco più di quattro anni dalla citazione in giudizio, il braccio di ferro fra la società Dusty  Srl e il comune di Patti non accenna a finire. In questo caso, alla base del contendere c’è il  presunto utilizzo di 78 cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani di proprietà della Dusty.

Al rifiuto del pagamento dell’uso dei cassonetti da parte del comune, la Dusty si è rivolta al tribunale di Patti chiedendo che venisse riconosciuto il diritto ad essere pagata ma, proprio in questi giorni, il giudice ha rigettato il ricorso con sentenza n. 841/2020.

Il comune di Patti si era costituito con l’assistenza dell’avvocato Fortunatina Giuffrè del Foro di Patti. Contro la decisione del giudice di Patti, la Dusty ha proposto immediatamente ricorso alla Corte di Appello di Messina, ribadendo la legittimità della sua richiesta.

E’ seguita la decisione della giunta municipale di Patti che ha autorizzato il sindaco Mauro Aquino a costituirsi anche in appello assegnando, nello stesso tempo,  la somma di 3.894,59 euro, Iva e Cassa di Previdenza e assistenza compresi, di cui  634,40 euro in acconto e 3.259,99 euro per compensi legali, a saldo. Ad assistere il comune sarà sempre l’avvocato Giuffrè.

Il braccio di ferro fra il comune di Patti e la Dusty è iniziato il 2 dicembre 2016 quando quest’ultima ha notificato all’ente l’atto di citazione per il mancato pagamento delle fatture emesse per l’uso dei 78 cassonetti di sua proprietà anche dopo la cessazione della raccolta, trasporto, smaltimento e recupero dei rifiuti  solidi urbani, avvenuto il 12 giugno 2013.

Il sindaco veniva autorizzato a costituirsi davanti al Tribunale di Patti per far valere le ragioni del comune.

Il 2 febbraio di quest’anno, il Tribunale di Patti ha rigettato la domanda della controparte, condannandola al pagamento delle spese processuali.

Nicola Arrigo

 
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