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PATTI – Ospedale ”Barone Romeo”. Il Comitato Aretè chiede le dimissioni del direttore sanitario.

PATTI – Ospedale ”Barone Romeo”. Il Comitato Aretè chiede le dimissioni del direttore sanitario.
Luglio 22
18:28 2021

Il comitato chiede le dimissioni del direttore sanitario del “Barone Romeo” di Patti Francesco Catalfamo e l’immediata nomina di un effettivo direttore generale dell’Asp di Messina, stante la precarietà istituzionale dello status quo in cui versa l’azienda ospedaliera” Va giù duro “Aretè”, comitato per la tutela dell’ospedale di Patti, che attraverso una nota a firma del presidente Carmelina Lipari evidenzia, per l’ennesima volta, le tante disfunzioni che, al momento, caratterizzano il nosocomio pattese, stigmatizzando – ed anche in tal caso non è la prima volta – le mancate risposte alle tante sollecitazioni che, nel tempo, sono state fatte per il suo rilancio.

Un nosocomio – sottolinea Aretè –  che ha rappresentato l’eccellenza della sanità meridionale e che oggi è stato ridotto a semplice presidio ospedaliero di base per colpa di una politica miope e del succedersi, dopo il dottor Poli, di una classe dirigente interna all’azienda che non ha creduto nella struttura ospedaliera pattese. Lo dice la storia e lo dimostrano i fatti”.

Il comitato Aretè è nato nell’ottobre del 2020; “da allora – evidenzia il presidente Lipari –  abbiamo in tutti i modi cercato di interloquire con le istituzioni di ogni ordine e grado. Lo abbiamo fatto con il primo cittadino di Patti, con il presidente della regione Sicilia, con l’assessore alla salute, con i vertici dell’azienda ospedaliera e con chiunque si sia presentato lungo il nostro percorso. Il risultato è stato disastroso. Nessuna risposta ricevuta. Eppure abbiamo sempre mantenuto un profilo moderato, convinti che un dialogo costruttivo potesse rappresentare il modo più proficuo per risolvere, nella concordia, i problemi che da un decennio attanagliano il “Barone Romeo” di Patti”.

Aretè oggi si chiede il perché di questo imbarazzante silenzio istituzionale rispetto alle proprie istanze. Un silenzio definito “colpevole ed irrispettoso”. A fronte di una serie di incomprensibili disfunzioni che, naturalmente, minano la funzionalità dell’ospedale: il dimezzamento dei posti di rianimazione perché un ventilatore si è guastato, (“e i ventilatori donati – si chiede il comitato – dove sono finiti?”); il reparto di Ortopedia che è un fantasma, malgrado la legge lo imponga; la chirurgia vascolare non ha più un primario; i ginecologi sono sette per mille parti annui e vengono utilizzati per sopperire alla carenza di personale presso altri presidi ospedalieri dell’Asp: “E gli standard di sicurezza – denuncia Aretè – come vengono garantiti?” 

Ci chiediamo oggi – incalza la nota –  se sia necessaria un’altra chiusura scellerata del reparto di terapia intensiva neonatale, affinché si svegli la coscienza della società civile. Ce lo chiediamo oggi che la risonanza magnetica sarebbe stata attivata entro quindici giorni, stando alla dichiarazione del direttore sanitario del “Barone Romeo” risalente a parecchi mesi addietro, ma ad oggi solo parole al vento, visto che la stessa è inattiva dal 2018 e non è stata mai utilizzata”. Nella nota si rimarca che “Aretè non cerca ammiccamenti privi di sostanza; Aretè pretende giustizia sociale e la tutela del diritto alla salute per i cittadini di un vasto comprensorio”.

Ci chiediamo, infine, – prosegue il comitato –  come si possa accettare che il reparto Utin rimanga vergognosamente in uno stato limbico, perché è cosa nota agli addetti ai lavori che un reparto di terapia intensiva neonatale non può esistere, per legge, in un nosocomio con lo status del “Barone Romeo”; eppure, lo stesso reparto è fondamentale per la vita e per la sopravvivenza di centinaia di bambini”. Da qui l’appello: “Chi ha la responsabilità si attivi affinché venga riconosciuta la meritata dignità professionale a chi opera all’interno del reparto e, allo stesso tempo, eviti che si possa reiterate la stessa vicenda di un anno fa”.

Infine, l’annuncio che “con questo comunicato, il comitato Aretè chiude ogni dialogo con la Dirigenza Asp e con i rappresentanti politici del territorio”; al contempo,   preannuncia “una serie di esposti alla Procura della Repubblica per fatti che ritiene meritevoli di attenzione da parte dell’autorità giudiziaria”.

Tale “severa” e circostanziata, ennesima presa di posizione servirà a smuovere le stagnanti acque della politica ? Servirà a far emergere, finalmente, le vere ragioni per cui si opera al costante declassamento del “Barone Romeo” ? Servirà a far capire alla gente comune come mai gli interessi di parte, evidenti o nascosti, abbiano il sopravvento sulla salute e sul diritto alle cure ? Forse nemmeno stavolta i tanti quesiti troveranno risposta, perché è più semplice nascondersi sotto la sabbia o scaricare su altri le responsabilità. Una cosa è certa: sarebbe ora che i cittadini, spesso sonnacchiosi ed indifferenti, specie quando i problemi non li toccano direttamente, uscissero dal letargo e levino alta, tutti insieme, la propria voce di disappunto e di denuncia.

E, soprattutto, se ne ricordino quando saranno chiamati alle urne, qualunque sia la competizione elettorale. D’altronde, al momento, quale referente politico ha la città di Patti nelle alte sfere ? Nessuno !

Nicola Arrigo

 
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