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PATTI – Nominato il commissario ad acta per l’esame e l’approvazione dei bilanci di previsione per gli esercizi finanziari 2018/2020.

PATTI – Nominato il commissario ad acta per l’esame e l’approvazione dei bilanci di previsione per gli esercizi finanziari 2018/2020.
Settembre 08
08:49 2018

C’è anche il comune di Patti fra i 150 per i quali l’assessorato regionale alle Autonomie Locali, retto da Bernadette Grasso, ha nominato il commissario ad acta per l’esame e l’approvazione dei bilanci di previsione per gli esercizi finanziari 2018/2020.

Infatti, a distanza di sei mesi dalla scadenza, fissata al 31 marzo dopo che precedentemente era stata stabilita al 28 febbraio, i comuni in questione risultano inadempienti e che ora dovranno, giocoforza, accelerare i tempi.

Infatti, avranno a disposizione 30 giorni, sotto la supervisione dei commissari, dopo di che scatterà la decadenza per le amministrazioni.

Oltre Patti, i comuni inadempienti in provincia di Messina sono 34: Alcara Li Fusi, Barcellona Pozzo di Gotto, Capizzi, Castel di Lucio, Ficarra, Fiumedinisi, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Gioiosa Marea, Graniti, Gualtieri Sicaminò, Librizzi, Lipari, Messina, Mirto, Mistretta, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Motta d’Affermo, Pace del Mela, Roccalumera, San Fratello, San Salvatore di Fitalia, Sant’Agata di Militello, Sant’Angelo di Brolo, Santa Domenica Vittoria, Saponara, Spadafora, Taormina, Terme Vigliatore, Torregrotta, Torrenova, Villafranca Tirrena.

“Abbiamo cercato – evidenzia Bernadette Grasso – di rispettare le esigenze dei comuni, che attraversano una fase di grande sofferenza e che sono in difficoltà perché non riescono a riscuotere i tributi, pagando ancora il prezzo della crisi. Infatti, spesso, la gente non è in grado di pagare”.”Abbiamo aspettato, abbiamo voluto dare certezza delle somme dei trasferimenti. Adesso coi commissari partiranno le diffide, oltre i termini dei trenta giorni dovrebbe scattare la decadenza. Ma quella è una seconda fase a cui in questo momento non bisogna pensare”.

 

 

Nicola Arrigo

Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo.

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