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PATTI – Nella Concattedrale “Santi Martiri del XX secolo”, il vescovo monsignor Guglielmo Giombanco ha presieduto la messa crismale del Giovedì Santo

PATTI – Nella Concattedrale “Santi Martiri del XX secolo”, il vescovo monsignor Guglielmo Giombanco ha presieduto la messa crismale del Giovedì Santo
Aprile 18
18:53 2019

Nella Concattedrale “Santi Martiri del XX secolo”, il vescovo monsignor Guglielmo Giombanco ha presieduto la messa crismale del Giovedì Santo. Alla celebrazione hanno presenziato i sacerdoti e tanti fedeli (specie cresimandi) della diocesi di Patti ed anche monsignor Carmelo Ferraro, già vescovo della Chiesa Pattese dal 1978 al 1988.

Durante la messa, i sacerdoti (a nome dei quali ha preso la parola il Vicario Generale don Basilio Rinaudo, sottolineando che “siamo custodi della gioia pasquale che dobbiamo irradiare a tutti”) hanno rinnovato le proprie promesse e sono stati benedetti gli oli (degli infermi, dei catecumeni e crisma) che  serviranno nelle parrocchie per l’amministrazione dei sacramenti.

Monsignor Giombanco ha rivolto un affettuoso indirizzo di saluto a monsignor Ferraro ed anche a monsignor Ignazio Zambito, suo predecessore, che quest’anno celebra il 30° anniversario di ordinazione episcopale (il 29 giugno sarà celebrata una messa di ringraziamento nella Basilica Santuario di Tindari) oltre che, ovviamente, ai sacerdoti ed ai fedeli. Nella sua omelia, il vescovo ha evidenziato la propria gioia “per potere vivere assieme ai confratelli momenti di comunione, di preghiera e di sincera amicizia. Insieme vogliamo confermare la nostra fede a Cristo e la nostra donazione alla Chiesa”.

“La prima condizione per un fedele esercizio del ministero nella Chiesa – ha proseguito il vescovo, rivolgendosi ai sacerdoti, – è che gli occhi della nostra vita, cioè la nostra ricerca spirituale, la nostra preghiera, siano sempre fissi su Gesù. Al di fuori della persona di Cristo, della sua parola, della prospettiva aperta davanti a noi della chiamata, rischiamo l’insignificanza del nostro ministero. La coscienza del dono grande fattoci dal Signore, attraverso la vocazione, deve accompagnarci ogni giorno”.

A tutti i presenti, monsignor Giombanco ha poi rivolto l’invito a “non essere rinunciatari nel realizzare i vari ambiti pastorali proposti, ma ciascuno, secondo i propri doni e carismi, con spirito di fede e con creatività pastorale, s’impegni ad attuarle.

Uno stupendo mosaico si aprirà ai nostri occhi se ognuno porterà il proprio tassello e la nostra Chiesa sarà veramente bella e più ricca di doni di grazia perché in cammino sulle strade della comunione e del servizio evangelico”.

Nicola Arrigo

 
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