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PATTI – Lapidi e monumenti. Tracce di storia tra abbandono e incuria.

PATTI – Lapidi e monumenti. Tracce di storia tra abbandono e incuria.
Novembre 12
18:25 2019

Sulle facciate di tante case cittadine, private e pubbliche o nelle piazze principali, ci sono lapidi e monumenti che ricordano momenti interessanti della lunga e importante storia del comune di Patti o momenti della storia d’Italia.

Opere non di grande bellezza, tranne il monumento ai caduti del primo conflitto mondiale che si trova al centro di Piazza Marconi, ma, comunque, utili  per meglio conoscere il passato di questo paese e dei suoi personaggi più illustri.

Sono opere e testimonianze che, purtroppo, sono lasciate, nella maggioranza dei casi, in completo abbandono tanto che in alcune di esse le scritte non si leggono più e in tanti altri casi, addirittura, non è facile leggere quello che c’era scritto perché il tempo e l’incuria hanno cancellato tutto.

Basterebbe guardare, tanto per citarne alcune, le lapidi di piazza professore Francesco Niosi, o quelle attaccate sulla facciata dell’edifico che, al piano terra, ospita il cinema Tyndairs o sulla facciata di Palazzo dell’Aquila e della Chiesa di Sant’Ippolito.

Ma c’è ancora di peggio perché, in altri casi, le lapidi sono, addirittura, scomparse come quella attaccata sulla facciata di Palazzo Gatto, all’angolo tra la via Garibaldi e Nicolò Gatto Ceraolo, che ricordava il 4 novembre 1918, la data della  vittoria nella Grande Guerra. Questo il testo: “Perenne come il tempo, ricordando la data del 4 novembre 1918, a rendere il ricordo de le gloriose gesta dei compagni che da la lotta gigantesca col proprio sangue ci diedero l’Italia una e libera. I combattenti di Patti consacrano nel marmo la gloria degli eroi, la bellezza de la vittoria, la grandezza de la Patria. Patti 4 novembre 1921”.

Era stata staccata dalla parete per consentire i lavori di ristrutturazione del palazzo danneggiato dal sisma del 1978; da allora non si è saputo più nulla e nessuno ha fatto alcunchè per sapere che fine abbia fatto.

Molto probabilmente è finita in qualche discarica assieme al materiale di risulta ricavato dai lavori di ristrutturazione dell’edificio.

Il desiderio di tanti cittadini, soprattutto quelli più anziani, è che l’amministrazione comunale predisponga un accurato programma di lavoro di rifacimento e di pulizia di queste importanti testimonianze storiche per ridare loro lo splendore e il look di prima ma, soprattutto, per perpetuarne il significato storico.

Nicola Arrigo

 
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“Il mondo è iniquità: se lo accetti sei complice, se lo cambi sei carnefice.”

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