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PATTI – IIS ”Borghese-Faranda”. Stampa 3D la nuova frontiera della Digital Fabrication

PATTI – IIS ”Borghese-Faranda”. Stampa 3D la nuova frontiera della Digital Fabrication
Ottobre 12
17:59 2016

Dalla fabbricazione CNC, da tempo realizzata grazie all’utilizzo delle macchine CNC già esistenti al plesso “Faranda”, dove si può ammirare una delle primissime stampanti 3D acquistate ben 4 anni fa, alla stampa 3D, ecco la nuova frontiera della Digital Fabrication all’IIS “Borghese-Faranda” di Patti .

Un nuovo modo di concepire la “produzione di oggetti” sia a livello industriale che hobbystico con una stampante 3D di ultima generazione, consegnata nei locali del plesso “Borghese”: è la Delta Wasp 40 70, stampante 3D veloce e precisa su piccole e grandi stampe.borghese_faranda_3d_003

La Delta WASP 4070 ha un’area di stampa generosa in grado di offrire tante opportunità ai ragazzi dell’Istituto pattese, “sempre più proiettato – sottolinea la dirigente Francesca Buta – verso l’aggiornamento tecnologico della dotazione laboratoriale.

Caratterizzata da rapidità e accuratezza nel microscopico come nel macroscopico, sarà ideale per realizzare internamente la prototipazione dei prodotti ideati dai ragazzi. Tali prototipi del futuro saranno stampati in Pla (acido polilattico), un polimero derivato dal mais o da piante come il grano o la barbabietola”.

“Con la stampante 3D si passa – prosegue la Buta – alla modalità additiva a fusione di polimero, ovvero quella nella quale si deposita opportunamente il materiale nella quantità e nella forma desiderata in modo da ottenere il pezzo a partire da zero”-

Come funziona: Per stampare un documento, le comuni stampanti a getto d’inchiostro fanno muovere una testina avanti e indietro lungo un asse orizzontale, mentre il foglio sotto di essa scorre lentamente in avanti. La testina rilascia righe sottilissime di inchiostro che messe una sotto l’altra formano parole e immagini. Una stampante 3D funziona più o meno allo stesso modo, ma invece di lavorare sulle due dimensioni del foglio, si muove lungo tre assi e sovrappone tra loro diversi strati di materiale, di solito particolari plastiche. Come quelle di casa per stampare sui fogli, la stampante 3D è collegata a un computer, che le invia le informazioni per realizzare il modello tridimensionale.

Cosa realizzerà: potrà produrre strutture architettoniche innovative e ripensare radicalmente il concetto di abitabilità, è questo il grande salto permesso dalla stampante 3D appena acquistata che apre la strada della tecnologia 3D al campo dell’edilizia e non solo. Infatti, anche in ambito sanitario, da alcuni anni si stanno studiando soluzioni per realizzare protesi e tessuti che possano essere impiantati nei pazienti. L’idea è di usare la stampa 3D per creare modelli personalizzati delle cose da impiantare, in modo che si adattino al meglio a chi le dovrà utilizzare. Alcuni mesi fa, per esempio, è stata impiantata nel cranio di un paziente una placca stampata in 3D, creata appositamente per la persona che l’avrebbe ricevuta e che non ha avuto problemi di rigetto e infezioni.

“Ci prefiggiamo – conclude la dirigente – di formare ragazzi con qualifiche ad alta specializzazione che offrono nuovi sbocchi occupazionali: dall’artigianato digitale al restauro dei beni culturali, realizzazione di elementi d’arredo passando per la realizzazione di apparecchiature ortopediche (ad esempio le protesi, i “busti ortopedici”). Dall’ingegneria all’architettura, dai laboratori tecnici al design industriale, sono moltissimi gli ambiti in cui si potrà stupire l’utenza con modelli 3D di altissimo livello, specificatamente indirizzati alla ricerca per le nuove tecnologie produttive”.

 

 

Nicola Arrigo

 
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