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PATTI – Habitat naturale di insetti, randagi e ratti. Precaria situazione igienico-sanitaria fra via Ceraolo e via Garibaldi.

PATTI – Habitat naturale di insetti, randagi e ratti.  Precaria situazione igienico-sanitaria fra via Ceraolo e via Garibaldi.
Maggio 31
16:47 2020

Si fa sempre più precaria, ogni giorno che passa, la situazione igienico-sanitaria nell’area compresa fra la via Nicolò Gatto Ceraolo e la via Garibaldi che costituisce, sicuramente, il peggior biglietto da visita possibile per chi “entra” in città lato Palermo.

La zona in questione, infatti, che “conserva” dei ruderi della seconda guerra mondiale, è ormai coperta totalmente da alberi particolarmente alti e, soprattutto, da erbacce di ogni tipo, che sono diventate habitat naturale di insetti, randagi, ratti, spesso di grosse dimensioni. A tal punto che, per chi risiede in via Santa Rosa, è quasi impossibile poter “vedere” la soprastante via Garibaldi, perché la visuale è, ormai, totalmente coperta.

Con l’arrivo della stagione estiva e, quindi, del caldo, la situazione potrà solo peggiorare e i residenti saranno, come già successo negli anni precedenti, costretti a stare con le imposte chiuse, per evitare l’invasione di zanzare, insetti vari e, perché no, anche di qualche topolino. 

In passato, specie quando l’ospedale “Barone Romeo” era ospitato nell’edificio di via Garibaldi, si era parlato della concreta possibilità di realizzare, nell’area, un parcheggio; spostato altrove il nosocomio pattese, tutto è svanito, per il trionfo dell’incuria, dell’abbandono e dell’”attentato” alla salute pubblica.

Più volte abbiamo posto l’attenzione su tale argomento, ma senza alcun riscontro. Negli anni precedenti, quantomeno, sia pure in modo parziale ed approssimativo, si operava un intervento di pulizia e, chiamiamola così, di bonifica; adesso, nemmeno questo.

Tra l’altro, da circa un anno, un tratto è pure pericolante, tanto che sono caduti alcuni grossi sassi ed altri rischiano di cadere. Il problema è stato risolto sistemando il consueto nastro bianco-rosso che, adesso, si è pure scolorito, testimonianza evidente di quanto tempo sia passato senza che si sia registrato il benchè minimo intervento di messa in sicurezza. 

Eppure i residenti dovrebbero avere gli stessi diritti di rispetto delle norme igienico-sanitarie e di garanzia della salubrità dell’ambiente di tutti gli altri, anche perché pagano, regolarmente, le tasse. 

Davvero uno spettacolo indecoroso, del quale non solo l’attuale amministrazione ma anche le precedenti dovrebbero seriamente vergognarsi! la scusante più volte avanzata per giustificare l’inerzia è stata ed è la pluralità dei proprietari di tali ruderi, alcuni dei quali – dicono – addirittura sconosciuti (e non si sa se ci siano eredi), difficile da raggiungere.

Da profani chiediamo: perché non procedere ad un esproprio d’ufficio e poter così intervenire per eliminare tale scempio e tale insulto al decoro?

Nicola Arrigo

 
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