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PATTI – Gemellaggio fra i comuni di Patti e Minori in nome della devozione verso Santa Febronia Trofimena

PATTI – Gemellaggio fra i comuni di Patti e Minori in nome della devozione verso Santa Febronia Trofimena
Luglio 29
14:38 2018

“Per amor tuo gemelli,unito tu hai due cuori, luoghi si tanto belli, Patti e la tua Minori”.

La frase scritta sulla lapide scoperta sulla facciata della chiesetta di “Santa Fibruniedda”, nel quartiere Polline,mutuata dall’inno composto da Daniele Greco, sintetizza il senso profondo del gemellaggio stretto fra i comuni di Patti e Minori in nome della devozione verso Santa Febronia Trofimena.

E’ stato l’ennesimo “atto” di giorni ricchi di fascino ed emozione, in occasione del “ritorno” a Patti delle reliquie della santa patrona e concittadina dal centro della costiera amalfitana.

La cerimonia ufficiale di gemellaggio si è svolta nel palazzo comunale di Piazza Scaffidi, sotto lo sguardo splendente e sorridente dell’effigie di Santa Febronia custodita nella chiesetta di Polline.

I due sindaci, Mauro Aquino di Patti ed Andrea Reale di Minori, hanno sottolineato come il gemellaggio non debba essere un semplice atto formale, ma l’avvio di un rapporto sempre più proficuo, che abbia valenza non solo sotto il profilo religioso ma anche di scambi culturali ed economici.

I due primi cittadini si sono scambiati dei doni, simbolo delle “proprie terre”, evidenziando come si siano stretti forti legami di amicizia e di condivisione.

“Quando io sono stato a Minori – ha affermato Aquino – mi sono sentito a casa”. E in terra campana la delegazione pattese (amministratori e fedeli) tornerà a novembre quando ci saranno solenni festeggiamenti per il 225^ anniversario del secondo ritrovamento delle reliquie.

Da Piazza Scaffidi si è poi raggiunta la chiesetta di Santa Fibruniedda per la scopertura della lapide.

Qui don Enzo Smriglio, arciprete della Cattedrale, ha ricordato come la campana di quella chiesetta suonò, da sola, miracolosamente, quando Ascanio Anzalone aveva comprato la città di Patti e così i pattesi poterono organizzare la resistenza e respingerlo.

“Di Ascanio Anzalone – ha rimarcato con tono forte don Enzo – ce ne sono tanti ancora oggi, ma noi non dobbiamo farci comprare da nessuno”.

Una sola nota a margine: purtroppo erano pochi i pattesi presenti, anche perché è come se Santa Febronia fosse considerata patrona solo di Patti – e in primis della parte antica – , mentre Patti significa pure tutte le sue frazioni. A nostro avviso si è persa un’altra occasione per dimostrarsi comunità !

 

 

Nicola Arrigo