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PATTI – Chiusura Agenzia delle Entrate. Per il Comitato Valle del Timeto è mancata una vera mobilitazione da parte di tutti

PATTI – Chiusura Agenzia delle Entrate. Per il Comitato Valle del Timeto è mancata una vera mobilitazione da parte di tutti
Ottobre 04
13:20 2016

“Ormai è acclarata l’intenzione da parte della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate di chiudere la sede dell’Ufficio territoriale di Patti e questo nonostante la tempistica avrebbe potuto consentire una vera mobilitazione delle istituzioni locali, dei rappresentanti politici e della popolazione”. Lo sostiene in una nota il Comitato Valle del Timeto ricordando che “avevamo lanciato l’allarme ma soprattutto avevamo dato la nostra disponibilità per l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione, di una mobilitazione popolare e per organizzare un tavolo tecnico finalizzato a trovare una soluzione più ottimale per il mantenimento e, anzi, per il potenziamento dei servizi dell’Agenzia dell’Entrate sul territorio pattese, un hinterland che conta più di 50 mila abitanti, con una città sede di tribunale ordinario e di altre istituzioni importanti”.agenzia_entrate_Patti_002

“Siamo sicuri che l’amministrazione comunale di Patti si stia battendo per mantenere questo ufficio – prosegue la nota – ma, ci dispiace dirlo, abbiamo riscontrato uno scarsissimo interesse da parte dei sindaci del comprensorio che, a parte qualcuno, non hanno dimostrato di avere a cuore le sorti dei propri cittadini”. “Abbiamo raccolto la disponibilità espressa fin da subito, tra i sindaci, – incalza il Comitato – solo da quello di Librizzi, e poi dal presidente dell’Ordine degli Architetti di Messina, dal Collegio dei periti industriali, dal presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dalla Casartigiani dei Nebrodi. Con l’amministrazione comunale pattese invece sono intercorse comunicazioni informali”.

Affidandosi ad un “ultimo sforzo di concertazione”, il Comitato sottolinea che “visto che la chiusura dell’ufficio era nell’aria ormai da quasi due anni,perché gli amministratori, ma soprattutto i tanti rappresentanti politici del territorio non hanno intravisto per tempo questa eventualità e perché non sono intervenuti nelle sedi opportune? Le cronache ci hanno dato notizia soltanto di un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato Alessio Villarosa, per il resto solo chiacchiere, telefonate, discussioni da corridoio che finora, evidentemente, non sono servite a nulla. Forse qualcuno o tutti sono concordemente “complici” di questa scelta dettata dalla solita burocrazia di quei solerti funzionari che prendono decisioni senza conoscere il territorio, ottemperando alla moda in certi casi ingiustificata della “spending review”, magari allettati da qualche promozione o premialità”.

“Ci fa impressione vedere – insiste con toni forti la nota – che queste decisioni vengano calate dall’alto senza che nessuno, neanche i rappresentanti politici dei vari livelli (fino ai parlamentari regionali e nazionali), possa sollevare obiezioni. Questi rappresentanti sembrano più intenti a rispondere agli ordini di scuderia e a schiacciare i pulsanti in parlamento che a lavorare sul territorio e tutelare gli interessi dei cittadini rappresentati. È il caso di dire che per l’ennesima volta la politica si sta facendo battere dalla burocrazia senza che nessuno spenda una parola”. E non ci spieghiamo – conclude il Comitato – perché in altri territori, nonostante tutto, si ottengono i risultati: vedi il caso di Gela e di Taormina dove pare che la chiusura degli uffici territoriali sia stata definitivamente scongiurata e per tempo. Perché questo non sta succedendo a Patti? Perché qui ancora a poche settimane dalla paventata chiusura si è in bilico? Forse perché contiamo poco? Dal momento che né i comuni cittadini né gli amministratori e i politici possono fare nulla non ci resta che votarci a qualche santo”.

 

 

Nicola Arrigo

 
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