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PATTI – ”Ricordando Rossella” … ”Non esiste dono più grande della vita” è stato il leit motiv della cerimonia di premiazione

PATTI – ”Ricordando Rossella” … ”Non esiste dono più grande della vita” è stato il leit motiv della cerimonia di premiazione
Dicembre 15
17:00 2015


“Non esiste dono più grande della vita”. E’ stato il leit motiv della cerimonia di premiazione, svoltasi nella sala comunale di Piazza Sciacca, della sesta edizione del concorso “Ricordando Rossella”, organizzato dall’Istituto Comprensivo “Pirandello”,  grazie all’iniziativa del marito della compianta Rossella Rampulla, morta nel 2009, a 47 anni, per un aneurisma, Massimo Busco e della professoressa Mariella Scardino.ricordando_rossella_002

Proprio grazie alla volontà di Massimo e dei figli Simone e Matteo, di Rossella sono stati donati gli organi (era presente Salvo Conoscenti, che ha ricevuto un rene: “Senza Rossella e i suoi familiari” – ha detto – “non sarei qui e, quindi, ci vogliono tanti angeli come Rossella”); per questo si è anche svolto un dibattito sull’importanza della donazione, “evento importante – ha evidenziato il dottore Francesco Puliatti, coordinatore per la donazione degli organi del Policlinico di Messina – perché ancora c’è troppa disinformazione e da essa nascono i pregiudizi. La Sicilia è tra le regioni con il più alto tasso di opposizione. Per questo occorre aumentare il numero di dichiarazione di volontà in vita, diffondendo una vera e propria cultura della donazione”.

A tal proposito, l’assessore del comune di Patti Fabio Longo ha evidenziato come da alcuni mesi chi rinnova la carta di identità può esprimere il proprio consenso o meno alla donazione ed ha invitato il dottore Puliatti ad un incontro con gli impiegati dell’Ufficio Anagrafe per fornire chiarimenti in merito. Caterina Cacace, primario dell’UTIN dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti, facendo riferimento all’esperienza di alcuni neonati, ha posto l’accento sul “dolore dei bambini, affetti da malattie terribili che da cui si potrebbe guarire solo col trapianto, che fa ancora più male al solo pensiero”, evidenziando che “il neonato è un donatore per eccellenza se si pensa alle cellule staminali del cordone ombelicale”.

ricordando_rossella_001“Lo spirito della donazione è l’amore per la vita” – ha esordito il professore Guido Bellinghieri, Presidente del Comitato Scientifico dell’Aido di Messina, il quale ha messo in risalto un dato significativo: “Tutti sono favorevoli alla donazione, ma al momento della decisione le risposte sono spesso negative. Eppure si tratta di dare speranza per un domani migliore a chi ogni giorno la perde. I trapiantati vengono restituiti alla vita e il più delle volte si impegnano perché anche altri superino la stessa problematica”. “Rossella” – ha rimarcato la dottoressa Maria Campana, psicologa – “non solo dava, ma prendeva. La donazione è un gesto di misericordia e di amore; a donare gli organi non si arriva se non si vive bene. La scelta di vivere bene è in ognuno di noi, non nella società”.

ricordando_rossella_004Don Dino Lanza, parroco della parrocchia “Santa Febronia” di Case Nuove Russo, è partito dalla frase di San Giovanni della Croce “Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore”, per soffermarsi sulla “solidarietà educata” e “sulla carità”. Ha anche fatto riferimento al “giudizio finale”, sottolineando che “amare significa dare la vita”.

I vincitori del concorso sono stati: per la scuola primaria (poesia), la 5E di Montalbano Elicona, che fa parte dell’Istituto Comprensivo di San Piero Patti, con menzione speciale per la 4B della scuola “Milici” di Patti, che fa parte dell’Istituto Comprensivo “Pirandello”. Per la scuola secondaria di primo grado (video-messaggio), la 2A di Montagnareale (IC “Lombardo Radice” di Patti) e menzione speciale per la ”Evemero” di Messina e la 1B della “Pirandello” di Patti. Per la scuola secondaria di secondo grado, la 4B della sezione classica del Liceo “Vittorio Emanuele III” di Patti, con menzione speciale alla 5B R.I.M. dell’IIS “Borghese-Faranda” di Patti.

Nicola Arrigo

Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo.

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