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MXGP – Gran Premio di Patagonia, a Nequen, in Argentina. Il pattese Tony Cairoli si è fatto beffare all’ultimo giro da Jeffrey Herlings

MXGP – Gran Premio di Patagonia, a Nequen, in Argentina. Il pattese Tony Cairoli si è fatto beffare all’ultimo giro da Jeffrey Herlings
Marzo 05
11:06 2018

A meno di metà dalla fine del Gran Premio di Patagonia, a Nequen, in Argentina, prima prova del Mondiale di motocross MxGp, sembrava che il successo del pilota pattese Tony Cairoli fosse inattaccabile. Il “furetto” della Ktm stava guidando da par suo, padrone assoluto della scena, con gli avversari ad arrancare e il suo più diretto contendente, il compagno di scuderia Jeffrey Herlings, distante 9”.

Invece, è accaduto l’inaspettato: Cairoli ha forse tirato troppo presto i remi in barca, ritenendo di poter ugualmente controllare la sfida con l’olandese, e si è fatto beffare all’ultimo giro, quando Herlings lo ha superato andando a vincere la manche e il GP.

Una vera beffa per il portacolori del Team De Carli, che aveva dato la netta impressione di essere il più forte sulla sabbiosa pista di Nequen, già nella prima manche, dove era partito subito in testa, riuscendo a distanziare progressivamente gli avversari.

Lo strapotere di Cairoli era confermato dal doppiaggio di metà dei piloti già a metà gara. Anche in “gara 1”, comunque, Herlings aveva provato a farsi minaccioso, risalendo fino a 6 decimi dal pattese che, però, non si lasciava irretire e riaumentava il margine, riuscendo, addirittura, a doppiare pure Febvre e Desalle. Herlings non mollava, ma Cairoli lo teneva a bada, nonostante alcuni doppiati lo rallentassero. Per lui arrivava così la prima vittoria di manche in Argentina, dove non era mai andato oltre il secondo posto. Stesso copione nella seconda manche, in cui Tonino centrava un altro hole shot da urlo e imprimeva subito un ritmo indemoniato. Herrlings, di contro, partiva male e si ritrovava indietro ma, gradatamente, risaliva la china.

Nel frattempo, il “messinese express” inanellava giri veloci e progressivamente prendeva il largo. L’olandese, comunque, recuperava posizioni e superando Desalle si assestava in seconda posizione, sebbene il primo, appunto Cairoli, fosse distante. Il campione iridato in carica “saliva” fino a 9 secondi di vantaggio e nulla lasciava presagire l’amaro finale, anche se più volte, dal box, il primo della classe veniva messo in guardia sul recupero dell’avversario diretto.

E’ vero che Herlings tirava “a tutta manetta”, ma il pilota pattese girava sugli stessi tempi, per cui sembrava in grado di mantenere la leadership fin sotto la bandiera a scacchi, invece, nelle ultime fasi della gara, l’olandese recuperava progressivamente secondi e i due piloti arrivavano così ai giri conclusivi praticamente appaiati.

Cairoli provava a resistere ma Herlings sembrava averne di più e, dopo una breve ma intensa “battaglia” lo superava, passando per primo sotto la bandiera a scacchi ed imponendosi nel GP proprio in virtù del successo nella seconda manche.

Assente Tim Gajser, campione iridato nel 2016, per un grave infortunio riportato a Mantova nel corso degli Internazionali d’Italia (dovrebbe rientrare a Valkenswaard), Nequen è sembrato solo “l’antipasto” di una lotta “in famiglia” per il titolo fra Cairoli ed Herlings che, verosimilmente, appassionerà fino alla fine.

 

 

Nicola Arrigo

Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo.

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