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MILAZZO – Raffineria di Milazzo: l’Arpa rassicura, la gente non si fida (di Eleonora Currò)

MILAZZO – Raffineria di Milazzo: l’Arpa rassicura, la gente non si fida (di Eleonora Currò)
Ottobre 06
19:39 2014

«E il vecchio diceva, guardando lontano: “Immagina questo coperto di grano, immagina i frutti e immagina i fiori e pensa alle voci e pensa ai colori e in questa pianura, fin dove si perde, crescevano gli alberi e tutto era verde, cadeva la pioggia, segnavano i soli il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…” Il bimbo ristette, lo guardo era triste, e gli occhi guardavano cose mai viste e poi disse al vecchio con voce sognante: “Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”» Francesco GucciniRaffineria_di_Milazzo_Incendio_3

Siamo talmente tanto abituati alle industrie e all’inquinamento, che quasi niente fa più notizia. Siamo così immersi nei fumi dello smog che non ci fa alcun effetto il pensiero che questo possa in qualche modo incidere sulla salute nostra e dei nostri familiari. L’esempio di Milazzo è emblematico. Un incendio al serbatoio 513 della Raffineria durato diverse ore, un incendio i cui fumi ancora si sentono nell’aria continua a non creare quell’indignazione che dovrebbe essere naturale, soprattutto in coloro che rappresentano le istituzioni. Per fortuna non c’è stata alcuna vittima, ma come di consueto, se non ci sono morti non se ne preoccupa nessuno. È stato così per l’alluvione di Giampilieri nel 2007, campanello d’allarme per quella più drammatica del 2009 e, purtroppo, continua ad essere così anche per Milazzo.

Le morti provocate dall’inquinamento sono silenziose, non fanno scalpore perché non avvengono né subito né tutte insieme, ma sommate danno come risultato un numero spaventoso. Le vittime si possono contare solo a distanza di decenni, quando ormai lo smog ha logorato gli organi interni provocando malattie, spesso inguaribili, come il cancro.

Raffineria_di_Milazzo_Incendio_2L’Arpa, agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, si premura di diramare bollettini che cercano di tranquillizzare la gente, in ultimo quello relativo al 3 e al 4 Ottobre: “Si comunica alle SS.LL. che i dati relativi all’oggetto comunicati dalla Provincia Regionale di Messina e relativi alle Centraline della rete di monitoraggio di qualità dell’aria posizionate nei comuni di Milazzo,Valdina,S.Filippo del Mela. S.Pier Niceto e Pace del Mela relativi ai parametri SOrNO-NOrNOx-03-CO-PM10 e quelli delle centraline di Arpa Sicilia (Termica) del Comune di Milazzo relativi ai parametri Benzene-CO-NOr03-PM10 c (Contrada Gabbia) del Comune di Pace del Mela relativi ai parametri S02-N02-Benzene non hanno rilevato fino alle 12 .00 di oggi valori di concentrazione degli inquinanti monitorati superiori ai limiti di legge.”

Dato che dovrebbe tranquillizzare e rendere sereni coloro che abitano nella Valle del Mela ma che risulta ben lontano dal farlo. Una manifestazione con circa 5000 persone sabato pomeriggio ha cercato di risvegliare gli animi di chi un po’ per omertà, un po’ per timore, continua a difendere la Raffineria, tra l’assenza del Sindaco di Milazzo, Carmelo Pino, e la presenza di quello di Messina, Renato Accorinti.

Perché, parliamoci chiaro, le malattie respiratorie causate dalle polveri sottili, in tutta la Valle del Mela, sono decisamente più presenti che altrove, così come quando qualcuno ha raccontato di aver steso le lenzuola in balcone di sera e al mattino le ha trovate con qualche buco qui e lì.
Certo non sono episodi dovuti alla stranezza del caso.

Basterebbe fare due più due per capire che l’inquinamento uccide, forse non subito, forse non in maniera repentina, ma comunque uccide.

Eleonora Currò

Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo.

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