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MESSINA – Verifiche antimafia su appalti pubblici, Accorinti scrive al Prefetto

MESSINA – Verifiche antimafia su appalti pubblici, Accorinti scrive al Prefetto
Settembre 03
13:20 2015

In merito al D. Lgs n.159/2011 relativo alle verifiche antimafia nei confronti di pubblici appalti, accordo di Programma Quadro “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, il sindaco, Renato Accorinti, ha trasmesso una nota al prefetto di Messina, Stefano Trotta. “In riferimento alla corrispondenza relativa all’oggetto – scrive Accorinti – intendo rassicurarLa riguardo la massima attenzione che questa Amministrazione pone all’applicazione di tutte le misure stabilite dalle norme antimafia in materia di appalti e concessioni di lavori e forniture. La Sua nota datata 11 giugno 2015 prot. 57441, infatti, è stata prontamente attenzionata al competente Ufficio affinché venissero impartite le direttive necessarie alla scrupolosa osservanza del Protocollo di Legalità cui questa Amministrazione ha aderito con deliberazione commissariale n° 553 del 14 giugno 2008. Da quanto risulta agli atti dell’Ente la Segreteria Generale – prosegue il Sindaco – tramite il competente Ufficio Bandi di Gara e Contratti, nel rispetto del Protocollo di Legalità “Accordo Quadro Carlo Alberto Dalla Chiesa” e della Circolare n° 593 del 31/01/2006 dell’assessore regionale Lavori Pubblici, ha sempre allegato un modello di dichiarazione acquisendo così, da parte delle ditte partecipanti ai pubblici incanti, apposita autocertificazione relativa alle clausole di autotutela allo scopo di contrastare i tentativi di turbati va d’asta (Allegato 1). Inoltre, sempre da quanto risulta agli atti dell’Ente, la Segreteria Generale ha richiesto le informazioni in materia antimafia nel rispetto del Decreto Legislativo n° 159 del 2011 che ha superato il Decreto Legislativo n° 252 del 1998 richiamato dal citato Protocollo di Legalità; tuttavia, a seguito della Sua nota n° 57441 dell’II/6/2015, la Segretaria Generale Ufficio Bandi Gara e Contratti, ha proceduto a richiedere le informazioni antimafia anche per gli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria ma pari o superiore a 250 mila euro. A tal ultimo proposito – conclude Renato Accorinti – si coglie l’occasione per chiedere alla S.S. se il Protocollo di Legalità trova applicazione nelle parti in contrasto con la normativa attualmente vigente (in particolare Decreto Legislativo n° 159/2011)”.

Redazione da Comunicato

Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo.

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