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GRAN BRETAGNA – Il voto che deciderà dell’Europa

GRAN BRETAGNA – Il voto che deciderà dell’Europa
Giugno 24
01:34 2016

Si sta svolgendo in queste ore nel Regno Unito lo spoglio del referendum sulla permanenza o fuoriuscita dall’Unione Europea.

Secondo quanto riportato dal Times di Londra, a causa dei forti temporali che si sono abbattuti sin dalle prime ore della notte scorsa, l’affluenza alle urne è stata bassa. Addirittura alcune polling station a sudovest di Londra si sono allagate ed è stato necessario trasferirle in altra sede.

I responsabili delle sezioni di voto riferiscono che la scarsa affluenza alle urne potrebbe portare l’ago della bilancia di questo referendum verso un risultato favorevole alla fuoriuscita UK dall’Unione Europea, questo perché i Brexiteers sono più determinati al voto rispetto a quanti desiderano rimanere in Europa.

Sempre secondo il Times la situazione è estremamente incerta. Alle 02:00 il risultato parziale è di 45,3% dei voti per il SI ed il 54,7% per il NO, su un totale di circa 700.000 voti scrutinati.

Col passare delle ore la situazione è andata delineandosi verso un risultato tutt’altro che scontato: dalle indicazioni degli exit poll favorevoli a quanti volevano rimanere in UE, ai dati reali che danno un risultato ormai incontrovertibile e favorevole all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Hanno votato SI il 51,9% dei votanti inglesi. Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda del Nord sono fuori dall’Europa.

Clima teso quindi, per un referendum che ha diviso in due il Regno Unito. Molti elettori hanno chiesto di poter votare portando con se la propria penna indelebile, adducendo il sospetto che il loro voto potesse essere cambiato. Infatti, già in una indagine di questa settimana era emerso che oltre due terzi dei votanti avevano il timore che questo referendum potesse essere pilotato dal governo a favore della permanenza nell’UE.

Tensione anche nei mercati che avevano capito già nelle prime ore della notte che le cose non stavano andando per il verso giusto: infatti a Tokyo la sterlina aveva aperto con un -4% sullo Yen e tutt’ora segna perdite importanti contro tutte le monete. Anche il prezzo del petrolio ha perso il 3,9% attestandosi a 48.93$ al barile.

Al di la degli effetti immediati del Brexit, frutto dell’incertezza del momento, solo nei prossimi mesi conosceremo il futuro dell’Unione Europea. In ogni caso, e questa è una mia considerazione personale, meglio un’Europa azzoppata che un’Unione ostaggio dei continui ricatti di una Gran Bretagna che di europeo non aveva neanche la moneta.

Tinuccio Cacciolo Molica

 
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