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BARCELLONA P.G.- GAL Tirrenico. Proposta di progetto pilota “Sicilia Isola Sicura”.

BARCELLONA P.G.- GAL Tirrenico. Proposta di progetto pilota “Sicilia Isola Sicura”.
Maggio 11
13:34 2020

Si è tenuta, ieri, 10 maggio, alle ore 17:00 sulla piattaforma Skype un partecipatissimo incontro dibattito scaturito dalla proposta di progetto pilota “Sicilia Isola Sicura” del GAL Tirrenico per l’adozione sperimentale di “protocolli per un nuovo stile di vita” alla luce del rischio Covid-19.

Progetto da avviare a partire dai Borghi della Sicilia, quali luoghi le cui dimensioni e caratteristiche consentono di avviare la sperimentazione con adeguate garanzie di riuscita e di controllo per definire dei disciplinari per evitare il contagio.

Il progetto proposto dal direttore, l’arch. Roberto Sauerborn, potrebbe essere uno strumento utilissimo per proporre in una nuova chiave turistica la Sicilia, proprio alla luce della necessità di una ripartenza sostenibile e per fare fronte alla concorrenza di quei territori, specialmente non italiani, che sono già riusciti ad ottenere dei “corridoi sanitari”, per fare arrivare
il turismo straniero, perché si propongo come “bolle sanitarie sicure”.

All’incontro sono intervenuti l’Ass. Reg. alla FP, On. Bernadette Grasso, in rappresentanza del Governo Regionale, l’on. Mario Bolognari (Sindaco di Taormina), Filippo Bonansinga (Sindaco di Merì), Michele Lemmo (Sindaco di Tripi), Carmelo Pietrafitta (Sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea), Luigi Ialuna (V. Sindaco di Mirto), Carolina Castellucci (T.O. e Cons. On. Danimarca), Gaetano Cimò (già DG Agricoltura), Michele Germanà (Pres.Agenzia del Mediterraneo) Filippo Grasso (Esp. Turismo UNIME), Sergio Imparato (Esp. settore bancario), Salvatore Scalisi (Karasicilia), Francesco Cancellieri (CEA Messina Onluss), Roberto Allegrezza (Strategia Val di Noto).

L’on. Bernadette Grasso, ha indicato e spiegato puntualmente la logica degli interventi e quali sono gli strumenti previsti nella legge finanziaria (di cui si attende la pubblicazione), a favore dei comuni e delle imprese, pur senza entrare nel merito, ovviamente, di quelli che saranno i decreti
attuativi che ogni assessore predisporrà per specifica competenza.

“Il Governo Regionale” ha dichiarato nel suo lungo e apprezzato intervento, “attende le linee guida, i DPCM per sapere come muoversi anche per l’apertura con i paesi esteri. Il turismo è un sistema ma è anche un prodotto per poter promuovere il territorio in termini di sicurezza. Ma, servono regole che dipendono dalle linee guida del Governo Centrale. Vi è una costante interlocuzione del Presidente Musumeci con il Governo Nazionale in tal senso.

Così, come si aspetta anche per una congruente ripartizione delle risorse previste. Per quanto mi compete e per i 300 milioni che competono al mio assessorato, saranno indirizzati a favore dei comuni come fondi perequativi per gli operatori economici con un riparto oggettivo che sarà frutto dei lavori in conferenza delle autonomia e sentito l’ANCI. Come Assessore sono disponibile, come sempre, sulle proposte che arriveranno dai sindaci e dal GAL e che trasferirò al Presidente nonché ai colleghi di Giunta dei vari settori.”

L’assessore Grasso, inoltre, ha dato mandato al direttore del GAL Tirrenico, l’arch. Roberto Sauerborn, di proporre in un documento di sintesi, scaturente dall’incontro, quelle che sono le proposte, per tutti i settori, che arriveranno dal territorio affinché li possa valutare e proporre
all’attenzione del Governo Regionale anche per gli aspetti legati all’attuazione e all’impegno delle risorse regionali.

Il dibattito molto interessante che ha sviscerato tutti gli aspetti connessi al settore turistico, ma non solo, ha consentito di puntualizzare ed avere una chiara indicazione sulle necessità, le preoccupazioni, le aspettative, le speranze, le proposte a partire dai sindaci che sono il “front office”, i terminali di tutte le preoccupazioni dei territori che “possono esplodere anche in chiave di emergenza sociale” come ha detto, tra l’altro, il sindaco di Taormina, Mario Bolognari.

L’incontro, dopo la presentazione e introduzione del tema da parte del direttore del GAL, Roberto Sauerborn, si è subito aperto proprio con l’intervento di Bolognari che ha fatto una ampia e dettagliata disamina della situazione turistica da Taormina, località turistica per eccellenza della
Sicilia e che è un perfetto osservatorio oggi, purtroppo, per avere contezza della crisi del settore.

Il sindaco Bolognari si è preoccupato di fare presente la necessità di riaprire subito ma con la giusta sicurezza e interventi dei Governi. “Taormina ha 11 alberghi a 5 stelle oltre che migliaia di micro
imprese a cui si devono dare aiuti puntuali, liquidità ma non a pioggia e senza regole per fare quello che vogliono (penso al suolo pubblico senza regole), perché si rischia una situazione di caos che sarebbe come fare karakiri. Il turismo di prossimità non basta. Taormina, come altre località turistiche note, vive di turismo straniero. L’85% dei flussi non sono italiani sono quelli che dobbiamo convincere a tornare. Servono il fondo perduto, protocolli di sicurezza come quello proposta da GAL Tirrenico e una grande campagna di comunicazione per una Sicilia nuova, per superare le barriere del pessimismo diffuso”.

Sulla stessa linea più o meno tutti i sindaci e le amministrazioni presenti, accomunati proprio dalla condizione di terminali delle richieste e delle preoccupazioni di tutti i settori economici.

Il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, Carmelo Pietrafitta, tra l’altro, ha rappresentato all’ass. Grasso di non essere d’accordo con il “divieto di cumulo dei fondi nazionali con quelli regionali, perché si rischia di non avere il cosiddetto effetto moltiplicatore”.

Il sindaco di Tripi, Michele Lemmo, si aspetta interventi significativi che valorizzino i territori ricchi di beni culturali.

Il sindaco di Merì, Filippo Bonanzinga, ha espresso grande preoccupazione per i settori economici turistico, agricolo, manifatturiero e ha condiviso la proposta del GAL auspicando che possano essere “strumenti attivi nei flussi economici, con amplificazione del ruolo che già svolgono.

Luigi Ialuna, vice sindaco di Mirto e vice presidente di “Città del Bio”, sostenitore anche del progetto “Borghi di Sicilia” proposta dal GAL Tirrenico a cui il comune di Mirto ha già aderito, ha insistito sulla necessità di turismo lento in bici a piedi che si basi su laghi, fiumi e mare per
valorizzare luoghi sconosciuti.

Il prof. Filippo Grasso, ha ricordato la necessità di puntare sul turismo lento ma innanzitutto sulla necessita di fare sistema, “i territori vanno organizzati in termini di sicurezza, di certificazione sanitaria per rivedere il sistema dell’attrattività della Sicilia. Andrebbe costituita una
cabina di regia in chiave DMO dell’area metropolitana di Messina.”

Il console onorario per la Danimarca in Sicilia e imprenditore turistico, Carolina Castellucci, ha confermato come “sino ad oggi si è fatto ben poco. Anche la bozza del decreto nazionale di rilanci vi è ben poco. Serve liquidità vera e non credito di imposta. Per il 75 milioni previsti dalla regione per il turismo, ancora non si è capito come, e in quale misura verranno spesi. Non è chiaro come questi voucher proposti potranno essere distribuiti nel territorio siciliano. A quali tariffe si acquisteranno le notti per avere la notte gratuita? Risulta difficile capire quale sia il reale vantaggio per il territorio, al di là della tipologia di intervento. Condivido la necessità di “corridoi sanitari” e la proposta del GAL in questo senso risulterebbe fondamentale. Le Baleari su questa linea hanno ottenuto che dalla Germania già dalla fine di giugno potranno arrivare flussi turistici. Si dovrebbero poter fare anche per la Sicilia dei protocolli per raccordarsi con i Governi stranieri in tal senso”.

Totò Scalisi di Karasicilia, ha condiviso il progetto del GAL e le iniziative a favore del turismo lento o relazionale di cui si parla da lungo tempo, ma ha sottolineato che la “sicurezza prescinde dal turismo. Il territorio deve essere innanzitutto sicuro per i residenti e dopo, di conseguenza, lo sarà per i turisti. Gli interventi di aiuto devono essere su due livelli: prima sulle
imprese e poi sulla promozione a partire dalle località sconosciute. Perché la Sicilia è ”consumata” in maniera differente a seconda della località di cui si parla.”

Gaetano Cimò, già dirigente generale dell’Ass.Reg. all’agricoltura ed oggi consulente, ha rappresentato e commentato gli interventi proposti dall’ass. reg. alle attività produttive della regione siciliana a favore dei settori economici.

Sergio Imparato, esperto del mondo bancario e consulente volontario gratuito del GAL Tirrenico a favore delle aziende del territorio, si è dimostrato scettico sul fatto che il turismo non abbia bisogno di finanziamenti, “dai territori ci giungono urla di dolore. Bisogna intervenire con il fondo perduto, con la compensazione dei crediti che si vantano dallo Stato. Il sostegno della regione diverso per forma, metodo e di carattere infrastrutturale. Va tenuto fortemente presente l’aspetto psicologico dei cittadini e degli imprenditori. Urge, infine, un tavolo tecnico a titolo
gratuito come questo che oggi ha organizzato il GAL Tirrenico per supportare le scelte attuative del governo della regione.”

Michele Germanà, presidente dell’Agenzia per il Mediterraneo, ha condiviso l’idea di una Sicilia Sicura che si può raggiungere grazie anche all’applicazione di procedure standard e certificate con norme UNI. In questo senso il processo connesso alla blockchain potrebbe essere di
grande aiuto con i GAL che sono gli organismi intermedi che per eccellenza potrebbero implementare questi processi ma in una logica di sistema. Un grande ostacolo in tal senso è la burocrazia regionale che va messa in linea con i nuovi processi di certificazione.

Francesco Cancellieri, dell’Ass. Centro di Educazione Ambientale CEA Messina onlus, condividendo l’iniziativa del progetto Sicilia Isole Sicura, ha presentato il protocollo di sicurezza proposto a livello nazionale per i Parchi nazionali per la loro fruibilità in sicurezza.

Roberto Allegrezza, della “Strategia Val di Noto”, ha condiviso la necessità di ripensare la Sicilia in una nuova ottica anche in termini di proposta connessa ai siti UNESCO con un nuovo programma di internazionalizzazione cambiando paradigma e metodi di lavoro a favore di tutte le comunità.

Redazione da comunicato stampa

 
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